Yoga della risata: perché dovremmo farlo tutti

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Intervista ad Antonella Semilia

Avete mai praticato lo Yoga della Risata?

Oggi scopriremo insieme in cosa consiste!

Il primissimo articolo di questo blog risale al 2016. Parlavo di quanto il sorriso facesse bene al cuore e alla mente. Per scriverlo mi basai solo sulle mie intuizioni e soprattutto su quanto il sorriso mi avesse aiutato a cambiare vita. Oggi invece ho capito che dietro la “Risoterapia” c’è un mondo bellissimo che tutti dovrebbero toccare con mano!

Ho scoperto questo nuovo mondo grazie ad Antonella Semilia e al fantastico Yoga della risata! Nelle sue parole ho ritrovato la mia vita: sorridere mi ha salvato la vita. Ogni volta che mi rivedevo nelle mie foto notavo sempre qualcosa di non bello! Mancava sempre qualcosa…ed io davo la colpa a me stessa, al mondo che mi circondava! Poi ad un certo punto ho preso consapevolezza che dovevo cambiare qualcosa dentro di me, prima di vederlo nelle foto. Ho capito che mi mancava il sorriso. Ho capito che sorridere e ridere mi faceva raggiungere il benessere interiore.

Ora però vi lascio alle parole della bellissima Antonella!

Ciao Antonella, ci parli un po’ di te?

Mi chiamo Antonella Semilia ed attualmente insegno Diritto ed Economia Politica presso l’ISTITUTO TECNICO ECONOMICO E.TOSI a Busto Arsizio (VA).

Di nascita piemontese (Carmagnola – Torino) ma con genitori siciliani, sull’onda di voglia di cambiamento e di mettermi alla prova con qualcosa di nuovo, mi sono trasferita in Lombardia nel 2002

Cosa ho fatto ….?

Subito dopo la Laurea in Scienze Politiche con specializzazione in politica internazionale mi sono trovata di fronte a due scelte o prepararmi per un concorso come funzionario di cancelleria al Tribunale o frequentare un MBA.

Ho scelto la seconda opzione e da allora ho maturato attraverso il mio percorso un particolare  interesse per il mondo aziendale.

Ho ricoperto ruoli nell’ area organizzativa (qualità) nell’area HR, nell’area commerciale e marketing e supply chain ed in alcuni periodi della mia vita ho anche scelto di lavorare in proprio come consulente .

Ho fatto diversi cambiamenti lavorativi, un po’ perché per natura mi annoio facilmente, e quindi, dopo un po’ di tempo, ho bisogno di vivere contesti diversi per confrontarmi con nuove tematiche, per raccogliere nuove sfide, per vivere altre realtà.  In altre occasioni invece il cambiamento è stato dettato dalla necessità di lasciare un contesto lavorativo dove non mi sentivo più a mio agio e non stavo bene, per differenti motivazioni

Nel 2015 dovendo scegliere se continuare a vivere una collaborazione professionale con un’agenzia di comunicazione, come Business Development Manager, che ormai dovevo interrompere, avevo necessità di trovare in tempi brevi un altro lavoro, così avendo un’abilitazione all’insegnamento, ho sfruttato questa risorsa per poter immediatamente lavorare.

Insegnare è sicuramente un bel mestiere e ne ho tratto l’aspetto positivo trasferendo la mia esperienza aziendale. Il mondo del lavoro, talvolta lontano dai banchi di scuola, cerco di riportarlo ai mie alunni, raccontando esperienze e esempi concreti che possano orientarli alle logiche del mondo del lavoro da cui non mi allontano mai formandomi, formandomi, formandomi e mantenendo relazioni costanti con il mio network. Così ecco coniugata la nuova esperienza lavorativa con il mondo aziendale e professionale in una sinergia che spero sia utile e proficua per i ragazzi che incontro.

Yoga della Risata: perché hai deciso di condurlo?

L’idea di diffondere la filosofia dello lo Yoga della risata è nata dopo averlo praticato a lungo ed ho percepito l’esigenza di trasferirne i suoi benefici. Quindi ho deciso di portare, attraverso la diffusione dello Yoga della Risata, il benessere in diversi contesti organizzativi ed a differenti persone.

Un’idea di benessere che parte prima di tutto dal benessere personale. Formatami direttamente con l’ideatore della disciplina, dr. Kataria, conduco un mio Club della Risata a Milano e collaboro con diverse organizzazioni pubbliche e private per progettare e realizzare seminari esperienziali, workshop ed interventi formativi di Yoga della Risata.

Quali emozioni ti accompagnano quando pratichi lo Yoga della Risata?

Ogni incontro di Yoga della Risata che conduco mi lascia sempre sensazioni diverse in funzione delle persone che incontro e della mia stessa predisposizione nel momento in cui conduco il gruppo.

Capita anche a me che sono un trainer, che pratica da diversi anni, la sensazione di non riuscire a ridere o di fare fatica nell’iniziare una sessione, ma proprio come spesso dice il Dott. Kataria

“porta la tua mente a ridere ed il tuo corpo lo seguirà”.

Antonella Semilia e il Dr. Kataria | Scoprirecosebelle
Antonella Semilia e il Dr. Kataria

È la magia della chimica del corpo, della produzione di benessere che mi trasforma e trasforma i partecipanti agli incontri facendomi sperimentare sensazioni di benessere.

Ci permettono di affievolire i momenti di tensione, preoccupazione e di ansia che ci possiamo trovare a vivere.

In ogni incontro sperimento io stessa in prima persona i benefici del ridere, osservo il mio corpo che si trasforma, il mio sentire che cambia insieme al mio asset mentale.

Leggerezza, gioia, serenità, libertà sono le sensazioni che più spesso provo nell’immediato.

Sento che non sono giudicata e che non giudico perché so che quello che ciascuno di noi desidera, è solo stare bene.

Nel tempo sperimentare la risata mi ha consentito di modificare il mio approccio alla realtà e cambiare il modo di vedere le difficoltà che posso vivere quotidianamente.

Sicuramente le difficoltà ed i problemi continuano ad esserci, ma ciò che è diverso è il mio modo di vederli e di viverli. Ha migliorato la mia autostima e la responsabilità verso me stessa ed il mio benessere.

Quando conduco un incontro inoltre sento una grande responsabilità verso i partecipanti perché le persone si mettono in gioco ridendo ed il ridere nella società è spesso sinonimo di superficialità.

Quindi è importante avere il massimo rispetto di questo. È importante non banalizzare la risata.

Bisogna ridere “seriamente” insomma. Cerco di pormi in un ascolto profondo degli altri e cerco di avere un unico ruolo di facilitatore di un’esperienza di benessere senza mai essere direttiva. Ognuno ha il proprio modo di vivere l’esperienza ed è quello che deve sperimentare. Vedere le persone sorridere, ridere, ritornare a sperimentare la gioiosità tipica dei bambini è per me un’esperienza unica e che mi dà molto. Alla fine di ogni incontro mi sento arricchita dalle emozioni che gli altri hanno potuto vivere e che trasmettono a tutti gli altri partecipanti incluso me e mi sento arricchita anche dalla condivisione delle mie di emozioni.

Cos’è per te la #bellezza?

La bellezza è prima di tutto semplicità.

Uno stato di equilibrio in cui tutto ci appare “tondo” senza spigoli, elegante e fluido. La bellezza è armonia. È qualcosa che mette in comunicazione il nostro cuore con i nostri sensi ed il mondo che ci circonda. Qualcosa che ci fa sperimentare momenti unici di “ordinaria” felicità.

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