Storie diverse per un’amore unico: raccontare

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STORIE DIVERSE | SCOPRIRE COSE BELLE

Buongiorno a tutti ed eccoci al nostro appuntamento del martedì.

Oggi voglio raccontarvi la #bellezza attraverso gli occhi di due ragazze esplosive, ma soprattutto curiose. Hanno fatto tesoro delle loro competenze, le hanno unite e hanno dato vita alla loro creatura STORIE DIVERSE, un unico luogo dove raccontare, emozionando, tante cose che scoprono e toccano con mano durante i loro viaggi (sapori, culture e volti di luoghi lontani).

Io vedo in “storie diverse” il mondo perfetto, dove non manca nulla.

Nei giorni scorsi ho spesso detto che l’obiettivo di #tiraccontolabellezza è proprio quella di ASCOLTARE i pensieri diversi di ognuno di noi sul concetto di #bellezza.

Ecco loro due vanno a caccia delle diversità dei popoli, dei loro pensieri, dei loro dii.

Io sono affascinata dal loro entusiasmo. Il loro storytelling è in grado di stimolare tutti. Quindi attraverso foto e parole catturano l’attenzione di qualsiasi persona che entra in contatto con loro.

VI HO INCURIOSITO?

BUONA LETTURA

Chi siete e come è nata l’idea di STORIE DIVERSE?

Siamo Chiara e Maria Alba, rispettivamente un’antropologa e un’ortottista con la passione per la fotografia; dalle nostre professioni e dalle nostre passioni abbiamo maturato in qualche modo l’idea di “storiediverse”.

 Sono Chiara, da antropologa amo viaggiare e raccontare il mondo che osservo, cercando di cogliere quelle sfumature che agli occhi di un qualunque “turista” passerebbero inosservate. Cerco per lavoro di mettermi “dal punto di vista dell’altro”, solo così è possibile decentrarsi dal proprio “etnocentrismo” e capire cosa c’è davvero dietro la cultura di un altro popolo. E questa è fatta di tanti aspetti che vanno dalla religione alla politica, passando per la vita sociale. Ogni cultura ha dei propri rituali, una sua visione del mondo, una propria modalità di intervenire sull’ambiente e sul paesaggio, una specifica concezione del corpo, e così via…

Sono Maria Alba. Sono un’ortottista con l’interesse per la fotografia, ritratti e paesaggi sono quelli che più mi emozionano di più. Viaggiando ho la possibilità di immortalare dettagli, attimi, volti, costumi di società lontane e vicine in grado di svelarmi ciò che c’è dietro un gesto, un rituale, un’usanza o, semplicemente, un oggetto. Tutto questo mi affascina.

 

Potremmo dire che fondamentalmente siamo due ragazze curiose, che amano scoprire e raccontare, attraverso immagini e storie – “storie diverse” per l’appunto – cosa incontrano durante i loro viaggi. In pratica ci piaceva l’idea di unire l’antropologia e la fotografia per farne qualcosa di diverso.

Perché una persona dovrebbe leggervi?

Crediamo che ciò che ci differenzia dagli innumerevoli blog di viaggi che il web offre, sia proprio questo: non offriamo solo notizie pratiche su come arrivare in un certo luogo, come spostarsi, dove alloggiare e cosa vedere, offriamo una visione di quel luogo e del popolo che lo abita che va oltre la solita guida di viaggio.

La nostra è una visione “diversa”, da qui il nome del sito, perché più umana, consentici questo termine. Umana nel senso che è la nostra visione: quello che abbiamo sentito, visto o vissuto nel momento in cui salivamo, ad esempio, la Piramide del Sole a Teotihuacan, ma anche cosa rappresentava quella città o quella piramide per i suoi abitanti dell’epoca, così come per i teotihuacani di oggi. Ci interessa il loro pensiero, non solo quello nostro nei loro confronti. C’è una differenza sottile, ma sostanziale.

Vogliamo capire e raccontare il perché in un determinato luogo le persone si vestono in un modo piuttosto che un altro, perché pregano quel dio, cosa rappresenta per loro, quale significato ha oggi quel particolare culto o cosa rappresentava un tempo, ma anche – e questa forse è la cosa più affascinante – ci piace provare ad intuire e catturare ciò che si nasconde dietro uno sguardo, un sorriso, una smorfia dettata dal dolore o dalla fatica…

ci viene in mente un contadino anziano che, nonostante l’età avanzata, se ne stava tutto il giorno con le gambe a mollo e la schiena curva a piantare riso vicino alle risaie di Tegalalang. Cosa pensa quell’uomo del mondo? È felice? Ha amato nella sua vita?

Ecco, ci piace poter dar voce a gente come lui, con una storia diversa da raccontare. Non sempre è possibile, a volte non riusciamo a trovare risposte alle nostre curiosità, vuoi per via della lingua, del tempo a disposizione o, semplicemente, perché non tutti hanno voglia di confrontarsi con due sconosciute.

In quei casi però, ci piace comunque provare ad immaginare la loro storia, catturando con l’obiettivo della macchina fotografica le possibili risposte alle nostre domande.

Geometrie, sapori, culture e, volti e tanto altro: qual è il filo conduttore?

Il filo conduttore è il mondo, in tutta la sua bellezza e diversità. Un mondo che è fatto di uomini e di donne, ognuno con la proria storia. Per alcuni è una storia triste, per altri felice, per altri ancora né l’una né l’altra. Ma la vita è anche questo, è fatta di alti e bassi e ognuno di noi l’affronta come può.

Il mondo che vogliamo raccontare è anche fatto di culture, tradizioni e mestieri diversi che si vanno perdendo per via di innumerevoli processi, come ad esempio la globalizzazione. Questo non significa che le culture si sono appiattite e omologate, semplicemente sono cambiate e cambieranno ancora.

Culture pure non sono mai esistite e mai esisteranno. La memoria storica però è importante perché serve per darci una direzione, per orientarci verso un futuro che appare sempre più incerto. Raccontare l’altro è anche un modo per superare quella contrapposizione tra “noi” e “loro”.

Questi ultimi vengono generalmente identificati con varie categorie: lo straniero, l’africano, l’asiatico, il disabile, il povero o l’omosessuale. Noi crediamo invece interessante imparare a comprendere l’altro e spiegarlo anche ai nostri lettori, per superare diffidenze e paure e iniziare a pensarci tutti come una sola grande specie. Quella umana.

Cosa è per voi la #bellezza?

La bellezza per noi è data per l’appunto dalla diversità e dalla varietà che caratterizza non solo l’uomo, ma anche la natura: il mare, la montagna, un lago, una collina toscana, una landa ghiacciata, sono paesaggi estremamente differenti tra loro, ma ognuno a modo suo è portatore di una bellezza che lo rende unico. Se vogliamo che la bellezza sopravviva, non solo è nostro dovere rispettarla e curarla, ma anche raccontarla. A modo nostro cerchiamo di farlo.