Nuovo anno: niente lista dei buoni propositi

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Buoni propositi per il nuovo anno


Ogni fine anno arriviamo stanchi e carichi di energia al tempo stesso. Stanchi per l’anno appena trascorso che ci ha visti impegnati in tante attività, difficoltà da superare, gioie da vivere, emozioni altalenanti, chiusure e aperture. Carichi di adrenalina perché quando si avvicina il nuovo è sempre una magia che porta con sé una lunga lista di buoni propositi.


Cosa hanno in serbo per noi i successivi 365 giorni non possiamo saperlo. Ma ci sono ambiti e abitudini su cui possiamo intervenire. Da ormai qualche anno ho smesso di portare con me la lista dei buoni propositi. È accaduto quando mi sono resa conto che si trattava di una lista di “dovrei” che risultava sempre poco efficace. All’interno scrivevo tanto di quello che secondo me era giusto scrivere e poco di ciò che sentivo. Probabilmente confrontandola con la tua o quella di altri avrei trovato molte similitudini. Troppe, vista l’unicità che ci contraddistingue.

Tra Natale e Capodanno: il tempo della riflessione.


E allora ho iniziato a riflettere su come potessi portare con me idee costruttive di cambiamento nel nuovo anno.
Tra Natale e Capodanno rifletto molto: come è andato l’anno che si sta concludendo? Quali cose ho imparato? Quali le relazioni nuove e quelle che ho lasciato andare? Come sono evoluta personalmente? Cosa ho imparato? Dove ho sbagliato? Chi ho aiutato e da chi sono stata aiutata?
Un fiume di domande che mi aiutano a chiudere l’anno con la consapevolezza di ciò che realmente è accaduto. Scrivo tutte queste mie riflessioni sulla mia Moleskine e concludo questa fase evidenziando il bagaglio che porto con me nel nuovo anno.
Chiarezza: questo è ciò che mi accompagna nel nuovo anno. Ed è solo dopo questo confronto con il mio recente passato che riesco a comprendere al meglio ciò su cui desidero lavorare per l’anno successivo. Con un lavoro di questo tipo è molto difficile cadere nel tranello della lista dei buoni propositi ricca di numerosi cliché del tipo “voglio fare più attività fisica”.
Ed è un bene per due ragioni.


Un elenco di buoni propositi infinito – e noi amiamo farli il più lungo possibile per sentirci pronti al cambiamento – non è assolutamente realizzabile e ci fa sentire stanchi ancor prima di iniziare. Motivo per cui a febbraio ci siamo già dimenticati di tutto quello che avremmo voluto realizzare.
I buoni propositi, per potersi realizzare, devono essere sentiti davvero. Oserei dire che partono dalla nostra parte più intima. Se non stiamo bene noi, non potremo realizzare molto di quel che amiamo scrivere per mettere pace alla nostra mente.

Buoni propositi: partiamo da noi.


Ecco che allora diventa importante comprendere quale possa essere un solo aspetto della propria vita su cui abbiamo intenzione di concentrarci. Un solo buon proposito per cominciare e se possibile facciamo che sia trainato da un valore umano a cui teniamo. Quanto diventa potente leggere su una lista di buoni propositi: “voglio allenare la mia gratitudine con costanza” oppure “voglio investire nelle relazioni a me più care dedicando del tempo”? Una magia vera. Un piccolo grande passo che, quando portato al risultato, ci farà stare così bene da procurarci la carica giusta per rendere il nuovo anno un tripudio di bellezza e trasformazione positiva.


Diverso è il discorso per i progetti professionali e i sogni da realizzare. In questo caso la domanda da porsi a inizio anno è: a che punto voglio essere al termine dei prossimi 365 giorni?