Non fermarti alla prima apparenza

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(intervista a Deborah Ugolini)

Oggi vi pubblico l’intervista fatta a Deborah Ugolini che mi ha folgorata ( in senso positivo) durante il suo speech “Guarda quello che ti sto per dire” al Freelance Camp di maggio 2019.

Deborah, è salita sul palco con un gran sorriso ed ha iniziato la sua lezione dicendo, “Ciao a tutti, mi chiamo Deborah e peso, 140kg. Spesso le persone faticano ad associare il mio aspetto fisico a quelle che sono le mie competenze”.

Non ho distolto nemmeno un attimo il mio sguardo da lei, ero curiosa di capire dove voleva arrivare, del perché aveva scelto un titolo così forte per il suo speech, che poi è lo stesso che ho usato io in questa intervista.

Poi lei ha continuato partendo dal famoso detto “La prima impressione è quella che conta. Ma in realtà non è sempre così o meglio non deve essere così. Nel momento in cui ci rendiamo conto che c’è qualcosa in noi che potrebbe andare contro le nostre competenze, potremmo mettere in atto una serie di meccanismi per eliminare lo svantaggio”

Per me lei è fantastica, quando le ho chiesto di scrivermi un po’ di lei, mi ha mandato quello che troverete qui sotto e vi farà venire i brividi.

Prontiiii???

La storia di una meravigliosa donna

Mi chiamo Deborah, studio e lavoro nella comunicazione praticamente da sempre, oggi ho la mia agenzia di comunicazione (Windriser) e mi occupo prevalentemente di videotelling, formazione e consulenza

Il mio progetto è soprattutto una promessa, un impegno, ovvero quello di cercare di cambiare tutto ciò che posso cambiare del mondo agendo nella porzione di mondo che io posso influenzare.

Sono sempre stata un’idealista, ma credo che l’impulso definitivo mi sia venuto durante l’intervista ad un grande giornalista, Paolo Barnard.

All’epoca lui era una delle punte di diamante della trasmissione televisiva Report e io stavo preparando una tesina per il corso di Teorie e tecniche del linguaggio giornalistico all’Università di Padova, con il Prof. Raffaele Fiengo.

Ad un certo punto dell’intervista Paolo mi ha confessato che continuava a fare quello che faceva perché, pur sapendo che poteva muovere solo un granello di sabbia, sapeva che almeno quel granello di sabbia era stato mosso e che era stato mosso grazie a lui e che, finché anche solo una persona avesse parlato con un’altra persona di una delle sue inchieste, ne sarebbe valsa comunque la pena.

Questa cosa mi ha letteralmente folgorata, di più, ha acceso una fila di lampioni lungo una strada di cui, ancora oggi (per fortuna) non vedo la fine e ho deciso che quella sarebbe stata la mia filosofia di vita, il mio progetto, la mia promessa.

Da quel momento ho deciso che avrei cercato anch’io di muovere il mio granello di sabbia e sto cercando di vivere ogni giorno pensando a questo.

L’obiettivo è quello di stare tutti quanti meglio e convincere quante più persone posso a fare lo stesso per potere amplificare esponenzialmente la portata delle piccole azioni.

Il beneficio immediato è una grandissima soddisfazione a livello personale

Da quel momento la mia vita è molto cambiata, anche se il cambiamento è stato davvero molto lento e a volte difficilmente percettibile; oggi però, guardando indietro a ciò che ero, posso davvero dire che ho percorso un ragguardevole pezzo di strada e ne sono fiera.

Crescendo e ampliando le mie competenze professionali, il progetto è diventato prima deontologia, poi sistema condiviso e a volte anche lezione frontale condivisa.

Deontologia perché cerco non solo di vivere il mio progetto nel quotidiano, ma ne faccio anche una bandiera nel mio lavoro, che è, appunto, la comunicazione.

Sistema condiviso perché cerco di confrontarmi continuamente con altri professionisti che la pensano come me, ad esempio partecipando ad eventi meravigliosi come Parole Ostili, che è un grandissimo progetto che parte dalle piccole cose.

Lezione frontale perché, in tutti i corsi di formazione che ho la possibilità di tenere, a qualsiasi livello, inserisco sempre una parte dedicata alle buone pratiche comunicative come l’educazione, il rispetto, la veridicità, ma anche a temi più delicati come possono essere quelli della discriminazione sessuale sul lavoro, come ho avuto modo di fare con l’ultimo talk presentato a Freelancecamp 2019 di Marina Romea; talk che è stato ulteriormente ampliato e presentato anche ad ottobre al Wordcamp di Verona.

L’emozione che mi affianca da quando ho scelto questa strada è l’ottimismo.

Sono sempre stata un po’ Pollyanna e questo mi aiuta molto; mi aiuta soprattutto a crederci, continuare a credere sempre che un’azione fa la differenza, che una parola fa la differenza, che un sorriso fa la differenza.

A Padova, quando mi sono trasferita da Ravenna, ho trovato che la gente fosse un po’ burbera; ho deciso che ogni giorno avrei sorriso a tutte le persone che incontravo e l’ho fatto per 7 anni (in realtà è una cosa che faccio sempre e comunque); quando me ne sono andata la gente era più cordiale rispetto a quando ero arrivata. Sicuramente sarà dipeso da tante altre cose, magari me lo sono solamente immaginato io, ma io voglio credere che anche i miei sorrisi abbiano contribuito a migliorare l’umore generale della gente.

La bellezza è quella qualità oggettiva che non si riesce a descrivere, perché nel momento in cui la percepiamo si scompone in emozioni complesse che catturano tutti i sensi; possiamo solo riconoscerla perché illumina e allarga l’anima, la mente e il cuore.

Potrete trovare Deborah Ugolini

Facebook: https://www.facebook.com/Deborissimah

Sito internet: https://www.windriser.com/