La vita è sempre fertile, anche se sei infertile

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La vita fertile blog

Ho sempre avuto il desiderio di parlare apertamente di tutto, senza preoccuparmi di stare attenta ad ogni singola persona che ho davanti. Mi spiego meglio, perché con queste parole non intendo “la libertà di parola”! Questa cosa me l’ha insegnato la mia cara amica Francesca che mentre era in cura e non aveva più nemmeno un capello, una sera mentre eravamo stese sul letto mi disse: “la gente è assurda, da mettersi le mani nei capelli”! Quella semplice frase detta da una sedicenne, mi sconvolse la vita positivamente. Tutti noi abbiamo paura ad affrontare discorsi delicati, come la disabilità, l’adozione, l’infertilità, l’omosessualità perché pensiamo di essere incapaci di formulare una frase senza fare errori. Ma mi sono chiesta a lungo: se amiamo tanto una persona che si trova in una di queste situazioni, la cosa più bella in assoluto non è PARLARNE? Senza nessun tipo di forzature! Ed è proprio per questo motivo che oggi vi presento Carmen de la VitaFertile Blog…e dal suo racconto che viene fuori il titolo di questa intervista.

Ciao Carmen, parlami un po’ di te!

Ciao Mery! Grazie dell’opportunità di parlare di me per #scoprirecosebelle! Mi chiamo Carmen, sono una donna di 40+ anni, una moglie felice, una psicologa perinatale e una mamma. Vivo a Mosca dal 2014, prima di allora avevo vissuto sette anni in Medio Oriente. Mi sono specializzata in psicologia perinatale, faccio corsi preparto con hypnobirthing e sostengo la genitorialità nella fase pre- e perinatale. Pur essendo infertile, ho chiamato il mio blog LaVitaFertile. La mia fertilità è passata dal cuore e non dalla pancia: siamo appena diventati genitori adottivi.


Qual è il vero significato de “LaVitaFertile”

Si chiama LaVitaFertile, ed è un blog per parlare dei tanti modi di avere una vita fertile, partendo dall’infertilità della mia.

Penso che la fertilità di una donna passi dalla pancia (a volte) e arrivi al cuore (sempre). Che sia biologica o adottiva, ognuna di noi è mamma. Prima di tutto di sé stessa. Nelle difficoltà ci rigeneriamo e siamo costrette a dare vita a nuovi modi di essere e di vivere. E ognuna di noi può vivere una vita fertile, perché la nostra forza è nella fertilità del cuore, della mente e dello spirito. Il mio motto è proprio questo “la vita è sempre fertile, anche se sei infertile!” ed è così che ho cercato di affrontare i lunghi anni di tentativi di concepire un figlio biologico e poi i lunghi anni nell’attesa di incontrare nostro figlio venuto dal mondo.

All’inizio, nel blog parlavo di infertilità, delle mie esperienze e riflessioni. Dopo aver abbandonato la strada della fecondazione assistita, ho cominciato a raccontare dell’adozione. Poiché la mia vita è fertile in tanti modi, ho voluto che ci fosse spazio anche per il mio lato professionale. Mondo perinatale è dunque la sezione del blog che contiene articoli di preparazione alla nascita, di psicologia perinatale, con guest posts e storie di nascita delle coppie che ho avuto la fortuna di accompagnare in questi ultimi anni.

Insomma, LaVitaFertile parla di maternità con particolare attenzione ad infertilità, lutto perinatale, fecondazione assistita e adozione. Un blog fatto di parole, esperienze, condivisioni per chi vive o ha vissuto difficoltà a procreare naturalmente.


Perché hai sentito il bisogno o la necessità di condividere il tuo vissuto?

carmen de lavitafertileblog

L’idea del blog è nata dopo diversi anni di ricerca di maternità. Come dico sempre, sono lenta in tutto, e anche nell’elaborare i miei vissuti di quegli anni ci ho messo un po’. Così come a decidere che avevo cose da scrivere e da condividere. La mia ricerca di maternità è iniziata nel 2010, ma solo nel 2015 ho aperto il blog. In quel momento avevo creduto – ma il percorso adottivo ha rimesso tutto nuovamente in gioco – di aver trovato un modo di sopravvivere alla frustrazione della mancata genitorialità biologica andando a cercare la mia fertilità altrove. Con fatica e col tempo ero riuscita a trovare un equilibrio (precario) e volevo lasciare traccia, per il beneficio di mio figlio (che allora non conoscevo ancora), della mia storia, di ciò che ho passato, di cosa ho imparato e di come si può accettare di essere impotenti rispetto alla vita, ma mai si può credere di non poter cambiare niente. Sapevo che anche altre persone avrebbero potuto leggere quello che scrivevo e onestamente avevo voglia di capire se quello che dicevo era un’assoluta pazzia o qualcuno ci si rivedeva. La strada dell’infertilità è fatta di tanta solitudine e sinceramente avevo voglia di sentirmi meno sola, di rispecchiarmi nella vita e negli occhi di qualcun altro come me. 

Il messaggio del blog è che si può trovare la fertilità anche e soprattutto quando il fango – per non dire altro – ti ricopre. Allo stesso tempo il mio blog non vuole rappresentare un altro luogo dove si parla solo di cose positive, che dispensa suggerimento tipo: pensa positivo, ridi di più, fatti un massaggio, vai in ritiro di meditazione etc.

Non volevo dare consigli o suggerimenti per vivere meglio l’infertilità, la pma e il percorso adottivo. Volevo creare un’onda di energia, attraverso il potere catartico e terapeutico della narrazione. Scrivere mi era servito tantissimo, mi chiedevo se sarebbe servito anche ad altri. Ogni qualvolta qualcuno mi scrive ringraziandomi di aver dato voce ai suoi sentimenti e vissuti, mi stupisco e sono contenta. Se anche una sola persona trova conforto nelle mie narrazioni e riflessioni, non posso che pensare di aver fatto la cosa giusta ad aprirmi pubblicamente su temi così delicati ed intimi, sui quali c’è ancora tanta disinformazione, pregiudizio e ignoranza. 

Aborro il pensiero positivo – non altrettanto la psicologia positiva, che è un’altra cosa – e non amo le frasi fatte, i luoghi comuni, la positività ad ogni costo, le citazioni sagge. Amo rivendicare il diritto di essere negativa, pessimista, scoraggiata, debole, fragile, incavolata. Non urlo però queste cose, faccio presente che ci sono e le accolgo.

Lo faccio perché solo attraversando con consapevolezza questi stati emotivi, senza censure, senza buonismi ma con realtà e verità, come parti di me – che non rappresentano TUTTO ciò che sono -, posso lasciarli andare ed aprirmi ad altro, ad altri aspetti di me che non avevo esplorato e ad una visione della mia vita più ampia e serena, non occupata completamente dalla mia sofferenza.

Ecco, ho pensato che un luogo virtuale così, personale, esperienziale ma anche informalmente psicologico (data la mia professione), potesse fare spazio anche per chi là fuori si sente affine a queste tematiche. 

Nel blog invito le persone che hanno avuto esperienza di pma, infertilità, lutto perinatale e adozione a raccontarmi la propria #ricettadivitafertile, per condividere ingredienti segreti, suggerimenti ed esperienze di sopravvivenza. Chiedo di non condividere necessariamente dettagli personali, ma semplicemente di raccontare cosa le ha aiutate a sopravvivere al dolore, alla solitudine e al sentirsi un ramo secco. Si dice sempre che bisogna vivere bene, ma vuoi mettere saper sopravvivere? A volte è l’unica che puoi fare, e dovrebbe essere riconosciuto anche questo sforzo. Nella sezione del blog “Infertilità e adozione” si trovano queste nostre ricette particolari.


Cosa ti regala questa esperienza?

Scrivere della mia esperienza è stato catartico, è come mettere insieme i pezzi del puzzle della mia vita interiore ed esteriore. Mi sento completa. Il fatto, poi, di poter parlare di argomenti di nicchia, spesso tabù, e ricevere il sostegno affettuoso e la stima di mamme che non sanno cosa sia l’infertilità o il lutto perinatale, o che non sono mamme adottive ma si ritrovano in ciò che racconto, mi onora. Con il mio progetto ho scoperto il lato positivo del web, spesso considerato il regno del qualunquismo e dell’assenza di legami veri e umani. Io ho trovato molta umanità, verità e solidarietà sul web, non so come ci sono riuscita ma è così.

Ed infine chiedo anche a te cos’è la #bellezza?  

Quando sei al cospetto di una cosa bella, niente altro conta più, sei dentro quel momento di bellezza senza tempo, come se passato e futuro fossero un tutt’uno, assorbiti nel presente universale, in una sorta di dimensione senza inizio e senza fine in cui trascendi i tuoi limiti personali e diventi parte dell’universo. La bellezza è nei sensi, è un peccato che al giorno d’oggi non si riesca a vedere la bellezza nelle cose piccole e quotidiane. Oggi si confonde la bellezza con la botta di adrenalina, lo stordimento, la distrazione, la lontananza geografica, mentre per me la bellezza è ossitocina – ormone dell’amore e del sentirsi a proprio agio, quotidianità, presenza, vicinanza, consapevolezza. La bellezza sta negli occhi di chi guarda, e ci dobbiamo allenare a vederla. Nelle cose piccole e nelle cose umane. Proprio come fai tu, cara Mery.

Potete trovare Carmen qui!

Blog: http://lavitafertile.com/

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