Cos’è la gratitudine

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Gratitudine | Scoprire Cose Belle


La gratitudine è la nostra opportunità di stare bene. Si tratta di una scelta che facciamo e che portiamo nella nostra vita per attivare un cambio di punto di vista fondamentale per ritrovare quel benessere e quella felicità che tanto cerchiamo. Essere grati è molto di più del semplice dire grazie, è un vero e proprio atteggiamento che si rivela fondamentale per poter recuperare quel senso di umanità andato perduto nella fretta, nel cinismo e nell’egoismo amplificato.
Quando Cicerone affermò che «la gratitudine è la madre di tutte le virtù» non intendeva certo dire che si trattava semplicemente di un passo verso la propria felicità personale. Intendeva, piuttosto, ricondurla a una scelta che ci eleva. La gratitudine energizza e trasforma le vite in una miriade di modi partendo dal presupposto che questa virtù è la sua stessa ricompensa. Quello che si genera con un atteggiamento di gratitudine è una vera e propria magia che amplifica la gentilezza, l’empatia e la generosità.


Le ricerche scientifiche degli ultimi anni dimostrano che essere disposti a provare gratitudine è come aprirsi a qualità come compassione, empatia, perdono, altruismo. Chi vive in uno stato di gratitudine costante ha una vita sociale più positiva, alimenta amore, gioia, entusiasmo e coinvolge in questa trasformazione chiunque sia al suo fianco.
Ciò che i grandi del passato – Cicerone, Seneca ed Emmanuel Kant tra tutti – hanno affermato ora è confermato dalla scienza. La gratitudine ci porta fuori dai nostri automatismi in modo da mostrarci il nostro essere parte di qualcosa di più grande, un intricato network di relazioni. Come emozione sociale, infatti, ha la funzione di aiutare a migliorare le proprie relazioni rendendole più solide.
Dal momento che si tratta di una virtù, la gratitudine, soprattutto all’inizio del proprio percorso personale, richiede una certa disciplina mentale.

Le virtù, infatti, agiscono stimolando le nostre naturali tendenze. Numerosi studi confermano il fatto che la nostra mente è attirata da dinamiche di protezione dal pericolo determinate dalla nostra evoluzione.

Questo è il motivo per cui fatichiamo a stare nel positivo e preferiamo di gran lunga la lamentela e la paura. La buona notizia è che abbiamo la possibilità di modificare questa attitudine allenando il nostro livello di gratitudine.
In questo momento, probabilmente, stai pensando che coltivare una visione grata della propria esistenza sia più facile a dirsi che a farsi. Hai ragione. Ed è il motivo per cui, ormai diversi anni fa, ho accolto la sfida e deciso di approfondire questo tema in modo da scoprirne tecniche, abitudini, strategie che possano aiutare le persone che cercano la felicità come te a riconoscere ciò che di meraviglioso è già presente nella propria vita.

Come allenare la gratitudine


Allenare la gratitudine significa attivare una serie di abitudini efficaci che possono farti sperimentare lo stato di benessere di cui ti ho parlato. Due di queste abitudini sono davvero le più potenti: il diario della gratitudine e la lettera della gratitudine.
Il diario della gratitudine è in assoluto lo strumento più potente per tenere in allenamento lo stato di gratitudine. In questi anni ho collezionato tante storie di persone che lo hanno tenuto con grandi risultati. Tra queste mi emoziona sempre raccontare quella di Jane Randall of Centerville, un’anziana signora, ha tenuto un diario della gratitudine per 18 anni elencando 18.256 benedizioni nonostante la sua vita difficile. Questo le ha permesso di lasciare un’eredità preziosa ai suoi nipoti. Ci puoi pensare? Il diario come eredità per il futuro.


Perché il diario della gratitudine è così efficace? Si tratta di una pratica quotidiana che consente di ricordare a noi stessi i doni, i benefici e le belle esperienze che abbiamo vissuto. Scrivendo ogni giorno espandiamo le fonti di gratitudine della nostra esistenza.
Tutto quello che devi fare è prendere un taccuino, dedicarti 10 minuti al giorno, scrivere 3-5 pensieri di gratitudine sulla tua giornata.
Personalmente ho l’abitudine di scrivere sul mio diario la sera prima di addormentarmi: è l’ultimo atto che compio per chiudere la mia giornata. Ho scelto questo momento perché appartenevo al gruppo di persone che la sera si addormentava con un affollamento di pensieri faticosi: cosa non ho fatto, cosa avrei potuto dire, perché quella persona si è comportata così.

Per nulla grata e positiva. Il diario mi ha aiutata a recuperare la serenità per un sonno ristoratore orientato al positivo. Scrivo sul mio diario quando sono già tra le coperte. Poi rileggo, chiudo il diario e lo appoggio sul comodino. Faccio tre respiri e chiudo gli occhi. Nella mia mente scorrono i momenti meravigliosi della giornata. Un potente sonnifero!


L’altra abitudine di cui ti parlavo è quella della lettera di gratitudine. Uno studio scientifico condotto dal prof. Martin Seligman ha rilevato che scrivere una lettera con pensieri di gioia e riconoscenza eleva il nostro livello di felicità per un mese. Questo significa che se prendiamo l’abitudine di scriverne una ogni 30 giorni possiamo davvero ambire a uno stato di benessere continuativo. Non ti resta, quindi, che fare una lista delle 12 persone che vuoi ringraziare nel corso di un anno – se ci pensi non sono tantissime – e cominciare a impostare la tua lettera di gratitudine. Scrivi frasi brevi, entra nel dettaglio e mettici il cuore. Scrivere ti farà stare bene.
Esistono molti altri modi per allenare la gratitudine: puoi concederti una camminata nel verde elencando i pensieri che ti procurano gioia; oppure nel corso della tua giornata fermarti di tanto in tanto, respirare e osservare intorno a te cosa ti procura gratitudine e gioia.

Gratitudine come terapia


Negli ultimi vent’anni sono molti gli studi che hanno confermato la gratitudine come percorso terapeutico. Molto approfondito è lo studio condotto dal professor Robert A. Emmons e dalla sua equipe del Centro Studi dell’Università della California a Berkeley. Hanno coinvolto un gruppo di oltre mille persone di età compresa tra 8 e 80 anni. Solo a una metà del gruppo è stato chiesto di tenere un diario della gratitudine per tre settimane. I risultati sono stati incredibili: chi ha tenuto il diario ha mostrato grandi benefici fisici, psicologi e sociali.


FISICI

  • Sistema immunitario più forte
  • Abbassamento della pressione sanguigna
  • Desiderio di fare più movimento
  • Un sonno migliore

PSICOLOGICI

  • Più alto livello di emozioni positive
  • Maggiore lucidità e attenzione
  • Maggiore entusiasmo
  • Più ottimismo e felicità

SOCIALI

  • Maggiore attitudine alla generosità, alla compassione e al perdono
  • Desiderio di condivisione e socialità
  • La percezione di essere meno soli

Gli studi scientifici danno forza a una consapevolezza che già ci appartiene: la gratitudine è una buona scelta. Lo sai tu, lo so io, lo sanno le persone che incontri. Molte volte ho sentito affermare “dovremmo essere più grati”. Eppure, fatichiamo a esserlo.

Ci viene più semplice quando nella nostra vita tutto funziona alla grande o quando comprendiamo che le difficoltà o i problemi potevano essere peggiori di quel che sono stati. Sappiamo di dover essere grati quando gli altri fanno un gesto positivo nei nostri confronti, la natura ci offre un panorama straordinario o viviamo un’esperienza di quelle che ci arricchiscono. Prova a immaginare a tutte quelle volte che hai percepito la tua vitalità e il tuo entusiasmo, quando ti sei trovato davanti a uno scenario naturale pazzesco, quando hai percepito la meraviglia. Cosa hai provato? Sono certa che quelli siano stati momenti di pura gioia. Sappi che oggi puoi dare un nuovo nome a queste esperienze straordinarie: momenti di profonda e autentica gratitudine.


L’abilità di apprezzare le cose belle ci permette di interpretare in modo positivo anche situazioni di stress o negative. Non è possibile, infatti, essere grati e negativi allo stesso momento. Per questo motivo la gratitudine si contrappone a sentimenti di invidia, rabbia, avidità.

Una costante pratica quotidiana nell’elencare eventi per cui essere grati nella propria vita, ci rende più felici e in salute.
Ma allora, se ci fa stare così bene perché non portiamo più gratitudine nelle nostre vite?
La risposta è molto semplice: non sappiamo come fare. Abbiamo tutti gli strumenti per poter adottare un atteggiamento grato ma non sappiamo usarli. Esiste una differenza importante tra ciò sappiamo di dover fare (conoscenza) e ciò che facciamo nella realtà (performance). Per semplificare: conosciamo il buon senso ma ci perdiamo sulla buona pratica.

Questo è il terreno perfetto in cui si sviluppa la contraddizione in cui tutti siamo immersi: sapere non è, necessariamente, fare. All’inizio del mio percorso nella gratitudine mi capitava spesso di adottare abitudini efficaci ma di possedere anche una lista inconscia di aspetti negativi. Questa tendenza è scomparsa dopo diversi mesi di costanza e disciplina.
Per permettere alla gratitudine di essere efficaci dobbiamo identificare le nostre barriere personali alla gratitudine e sviluppare le strategie pratiche per superarle.