Dalla Sardegna alla Sicilia è un attimo.

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Tempo fa ho conosciuto Raffaella su Instagram.
all’interno del quale racconta tutte le meraviglie della Sicilia ed in particolare del suo B&B.

piccola sicilia palermo | scoprire cose belle
Mi sono innamorata sin da subito del suo amore per le parole. Spesso associare ad un immagine un testo non solo emozionante ma anche pertinente, non è semplice. Ed invece lei, riusciva ogni a farmi chiudere gli occhi e farmi catapultare nella sua quotidianità, come ogni storyteller dovrebbe fare.
Allora un bel giorno le ho chiesto se aveva voglia di scrivere qualcosa per il mio blog, qualcosa che facesse innamorare anche voi, miei lettori.
Raffaella giustamente ha pensato di raccontarmi un passaggio importante della sua vita, un passaggio che non solo l’ha resa felice, ma che le ha fatto scoprire cose fino ad allora a lei sconosciute.
Ce lo racconta attraverso una lettera scritta all’alter ego di sua madre.

La storia di Raffaella Saba

“Cara Luisa,
non ti scrivo da tanto, ma ti ho pensato ogni singolo giorno di questi “quindici”. Già,  sono oramai da quindici anni che abito a Palermo. Non mi sembra vero.
Tu mi hai sostenuto e incoraggiato, però ricordo ancora chi tra gli amici mi dava tempo sei mesi per tornare di nuovo in Sardegna. Avrei sentito troppo la mancanza di… di tutto!
Ricordi quanto ero spaventata del cambiamento? Da Cagliari a Palermo: biglietto di sola andata, dopo un anno di incontri sporadici e milioni di ore al telefono.
Stavo decidendo della mia via sulla base di un incontro fugace, uno scambio di numeri di telefono e un sorriso sincero, accompagnato da uno sguardo genuino, incontrato per caso a Cagliari.
“Ti sei appena laureata! E che fai? Ti trasferisci nella capitale della mafia”
“I siciliani sono tutti gelosi. Non ti farà neanche uscire di casa”
“Come pensi di trovare lavoro là dove tutti sono omertosi?”
Insomma, queste sono qualcuna delle frasi che mi sono sentita dire quando salutavo amici e parenti.
Non dico che sia stato semplice. No. Mentirei. Ma ho trovato la mia strada, accolta da una città che sprizza vita da ogni millenario lastricato che calpesto, anche solo andando a fare la spesa al mercato del Capo.
L’amore mi ha dato il sostegno, anche quello che giornalmente ricevo dalla famiglia di mio marito. Ma l’amore per la città di Palermo è un qualcosa di indescrivibile, direi… atavico.
Mi sono sentita subito a casa passeggiando per le vie del centro città. Come se qualcun’altra avesse fatto la stessa cosa anni addietro.
Lù, dici che mi sto suggestionando? Probabile, ma è affascinante.
Ricordi quando sono andata all’ufficio anagrafe per richiedere il tesserino elettorale che dopo un anno e mezzo ancora non mi era arrivato?
L’impiegato aveva digitato il mio nome e cognome sul computer e mi aveva chiesto esterrefatto: “Signorina, giusto me l’ha dato il nome? Perché lei qua risulta… morta! Morta negli anni Ottanta”
Un caso di omonimia. Può capitare. Ma il mio cognome è “tipicamente” sardo. Non potevo farmi scappare l’occasione di saperne di più. Scartabellando anagrafi online e chiedendo alla memoria storica delle mie nonne, scoprii che una Raffaella Saba nata nel mio stesso paese di origine si era trasferita a Cagliari dove aveva conosciuto un ragazzo e da lì era arrivata con lui a Palermo.
Strana la vita, per non dire ripetitiva!!
A me questo fatto, cara Luisa, mi sorprende ogni volta che lo racconto.
Trovo che sia anche questo il motivo che mi fa stare bene a Palermo. Mi sento accolta, mi sento a casa: è come se le piazze mi abbracciassero riconoscendo in me un’amica dei tempi passati, i palazzi storici facciano un mezzo inchino al mio passaggio per salutarmi, le statue un’occhiolino per farmi capire che quella sera mi aspettano per una danza. Perché anche il marmo, si sa, prende vita. Magari la sera quando nessuno le vede…”
Vi ha emozionato???? A me si tanto
Se avete anche voi qualcosa da farmi scoprire o se volete lasciarmi un’intervista
contattatemi sui social oppure scrivetemi a merygreiss@scoprirecosebelle.it
Foto di Raffaella Saba