Come sviluppare l’intelligenza emotiva

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Come sviluppare intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva è un dono che ciascun essere umano possiede e che fa parte della nostra essenza: si tratta proprio di una di quelle caratteristiche che ci rendono profondamente “umani”. Ma se fin da piccoli siamo attraversati dalle emozioni e istintivamente siamo in grado di riconoscerle anche negli altri, crescendo questa dote ha bisogno di essere allenata e nutrita. Spesso, infatti, accade che l’educazione, l’ambiente in cui cresciamo, le norme sociali, religiose e culturali e il nostro carattere rendano difficile il rapporto con le nostre emozioni: emergono i giudizi, ci si vergogna di provare certe cose, pensiamo di essere sbagliati e allora le neghiamo o intrappoliamo, creando dentro di noi una spaccatura che non ci fa stare bene. Ecco perché è importante sviluppare l’intelligenza, così da farla diventare uno dei nostri punti di forza, con noi stessi e con il mondo.

Consapevolezza di sé

Il primo passo di qualsiasi scoperta ha sempre a che vedere con noi stessi: quando diventiamo consapevoli di ciò che sentiamo e proviamo, entriamo in possesso di una conoscenza che ci permette di stare profondamente bene, smettendo di essere in balia degli altri e degli eventi.

Per questo occorre iniziare a portare attenzione alle emozioni che ci attraversano: lì risiede il cuore dell’intelligenza emotiva.

Dobbiamo ricordarci che ogni emozione che si affaccia dentro di noi arriva per un motivo e ci apre una porta per comprendere davvero chi siamo. Le emozioni hanno tutte un senso e una funzione, anche quelle che amiamo di meno, come rabbia, gelosia, tristezza, dolore: tutte arrivano per svolgere una funzione e chiedono di essere ascoltate. Se cominciamo a dirci: “in questo momento provo rabbia”, senza aggiungere alcun commento, separando l’emozione dalla sua causa, iniziamo a sviluppare un dialogo intelligente con noi stessi. Qualsiasi sia l’emozione, allora, chiediamoci: dove la sento nel corpo, quali sensazioni mi suscita, che reazioni scatena dentro di me? Così non solo diamo un nome a quello che stiamo provando, ma iniziamo anche a dar loro una consistenza e una forma. Diventano nostre alleate, esperienze familiari, che riconosciamo come parte di noi.

Autoregolamentazione

A questo punto è possibile fare un passo in più: ora che sentiamo e che riconosciamo quello che stiamo provando possiamo cominciare a dialogarci senza rovesciarle all’esterno in modo inappropriato. Le emozioni infatti hanno bisogno di essere espresse, ma perché non diventino distruttive per noi e per gli altri, devono poter essere incanalate nel modo migliore.

A livello corporeo ci sono molti segnali che si attivano quando un’emozione viene a trovarci: tentare di assecondare questi segnali è importante! Ascoltare il respiro, le tensioni muscolari, le sensazioni di caldo o freddo, il ritmo cardiaco, le risposte dello stomaco e della pancia, i tremori, le lacrime che affiorano … e cercare di dar loro una buona risposta è fondamentale. Che cosa ci chiede il corpo? Di cosa ha bisogno? I suoi segnali ci indicano con chiarezza una strada possibile per lasciar uscire l’emozione, permettendole di diminuire un po’ la pressione interna. Solo così potremo esprimere anche agli altri, nel modo migliore, quello che stiamo provando, aprendo un dialogo costruttivo.

Motivazione

Impegnarsi a sviluppare questa risorsa interiore è fondamentale: diventare adulti ha proprio a che fare col diventare consapevoli di se stessi e dei propri mutamenti interiori. Quando si è piccoli o molto giovani. si fanno esperienze e si assorbono regole e comportamenti che ci vengono trasmessi dall’esterno; ma c’è una seconda fase della vita in cui diventa fondamentale scoprire le proprie regole interiori, al di là dei modelli esterni. Le nostre emozioni e i segnali che il nostro corpo incessantemente ci aiutano a scegliere ciò che è giusto per noi e ci insegnano a comprendere noi stessi.


Empatia

C’è una bellissima massima di Terenzio che recita “Sono umano, e dunque, nulla di ciò che è umano mi è estraneo”: l’altro seppur molto diverso da noi, condivide con noi proprio questo bagaglio emozionale e nell’altro possiamo riconoscerci come in un gioco di specchi. Sentire quello che l’altro prova, però, non significa lasciarsi travolgere dagli stati emotivi altrui: significa imparare a riconoscere i segnali dell’altro per farne buon uso all’interno della relazione. Ecco che allora se siamo stati capaci di accogliere le nostre emozioni saremo più capaci di riconoscere anche quelle degli altri, a comprenderle senza giudicarle frettolosamente e a trovare la giusta distanza indispensabile in ogni buona relazione.


Competenze sociali

L’intelligenza emotiva, dunque, se ben allenata ci porta a sviluppare le nostre competenze sociali e ci permette di gestire anche le relazioni più complesse con il giusto approccio. Imparando a riconoscere, accogliere ed esprimere le nostre emozioni evitiamo di scaraventarle all’esterno. Occupandocene in prima persona diventiamo attivi e smettiamo di delegare ad altri il nostro benessere, evitiamo inutili conflitti e diminuiamo il potere che il mondo esterno ha su di noi. Diventando sensibili alle emozioni altrui, inoltre, impariamo a collocarci nei rapporti e nelle relazioni, diventiamo abili nella scelta dei tempi, dei modi e dei toni e sviluppiamo una comunicazione più efficace. 

Marta Monciotti
Psicoterapeuta e formatrice, ama l’arte in tutte le sue forme e crede fermamente che solo da un ascolto profondo della propria anima e del proprio corpo sia possibile vivere pienamente. Nel suo lavoro e nella sua vita persegue questo fine con il sorriso .