Come svegliarsi con la carica giusta

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come svegliarsi con la carica giusta

Il mattino ha l’oro in bocca mi diceva mio papà quando ero adolescente e amavo dormire nelle ore in cui il giorno si affacciava in tutta la sua bellezza. L’ho capito solo molti anni dopo quel suo invito. Svegliarsi con la carica giusta non è una questione di orario ma di energia. Il potere non è da cercare nel tempo ma nella qualità di questo. Al mattino l’energia della Terra in cui viviamo è potente. Arricchisce e accoglie. È l’energia che rende efficace qualunque cosa si scelga di fare.

Ciò che viviamo al mattino resta dentro. Quello che studiamo diventa parte di noi. Gli attimi che ci prendiamo ci permettono di rendere straordinaria tutta la giornata. Cambia tutto quando ci si sveglia al mattino e si decide di dedicare le prime ore a noi stessi.

Ha ragione il mio papà, dovrò dirglielo.  Ci sono arrivata con il mio tempo e il mio processo di cambiamento. Ma ci sono arrivata e ne sono felice. Perché da quando mi sveglio con la carica giusta tutta la giornata ha un sapore differente: ne ha tratto beneficio il mio lavoro, la mia vita personale e il mio equilibrio.

Il diario del mattino: scrivere aiuta ad alleggerire la mente.

Il mattino è un ottimo momento della giornata per dedicarsi qualche attimo di consapevolezza e ascolto.

Una delle pratiche che ho trovato più efficace in questi anni è il diario del mattino. Poche pagine che raccolgono i pensieri che disturbano e che se osservati sulla carta assumono un valore totalmente differente. Qui dovremmo entrare in modo approfondito sul concetto di prospettiva ma facendola breve è come se si osservasse la propria vita da una telecamera esterna. E lo sappiamo bene: le cose viste dall’alto e dal di fuori assumono sempre un abito più nitido. Come quando ci accorgiamo di riuscire a dare ottimi suggerimenti  agli altri e non a noi stessi. Siamo troppo coinvolti. Il nostro diario del mattino diventa il luogo in cui appoggiamo i pensieri che disturbano e impariamo a osservarli da un nuovo punto di vista.

Julia Cameron, autrice de “La via dell’artista”, definisce questa abitudine «un tergicristallo spirituale».  Amo questa definizione perché è esattamente ciò che si percepisce anche a livello fisico quando ci si dedica del tempo per tenere il proprio diario del mattino. Questa pratica ci permette di fare pace con la scrittura a mano che ormai, purtroppo, pratichiamo sempre meno. Scrivere è mettere nero su bianco in senso letterale. Per quanto possa sembrare difficile da credere, buona parte delle persone di successo che vedete sulle copertine dei magazine o seguite sui social media hanno l’abitudine di scrivere a mano su dei taccuini: idee, pensieri, riflessioni di gratitudine. La scrittura è potente in modo straordinario. Basta praticarla per accorgersene.

Ecco perché il diario del mattino è un rituale di una incredibile efficacia che ci consente di ritrovare il nostro focus costruttivo e lucido per affrontare gli impegni della giornata. «Una volta messi sulla pagina questi pensieri fangosi che ci portano confusione e ansia, possiamo affrontare la giornata con uno sguardo più pulito» scrive la Cameron nel suo libro. Anche se non leggeremo mai quanto scritto, la scrittura ha fatto il suo lavoro. È il caso di dire che il processo è più importante del prodotto che abbiamo realizzato.

Su cosa portare l’attenzione nella nostra giornata?

Di pari passo con questa abitudine, il mattino si presta anche a un altro rituale di grande efficacia più legato al concetto di gratitudine. Occorrono solo 10 minuti del proprio tempo, il silenzio e la calma dell’inizio del giorno. È possibile godersi questo momento a occhi chiusi, con della musica di sottofondo o a occhi aperti osservando l’esterno in una sorta di contemplazione. La cosa fondamentale è sapere che è il proprio tempo e occorre onorarlo.

Come si impiegano questi 10 minuti del mattino?

L’idea è di dedicarsi questi tre momenti di auto riflessione e ascolto:

  • Provare l’assoluta gratitudine per tre cose che abbiamo nella nostra vita. L’efficacia è tanto più alta quanto più sono semplici le cose scelte. La luce che entra nella stanza, il bicchiere d’acqua bevuto appena svegli, il volto di una persona amata. Occorre entrarci in questo stato di gratitudine. Se c’è una  cosa che rende potente lo stato di gratitudine è il suo portarci nel presente emozionale. Non è possibile essere tristi o arrabbiati quando si è grati.
  • Stare nello stato di gratitudine per qualche minuto percependo l’energia che risana tutte le cellule del corpo. Può essere di aiuto immaginare l’onda positiva della gratitudine che avvolge gli organi e i punti in cui i muscoli sono contratti.
  • Cosa voglio fare in questa giornata? Quali sono i tre progetti, impegni, appuntamenti su cui voglio stare focalizzato? Dedicare del tempo  a questi pensieri con una buona concentrazione aiuta il nostro cervello a comprendere dove deve stare durante la giornata. Sarà più facile resistere alle distrazioni.

Questi dieci minuti sono un vero e proprio dono per il nostro stato di benessere. Bastano pochi giorni per accorgersi di quanto si diventa più efficaci, concentrati, costruttivi e positivi nell’affrontare tutto ciò che le giornate hanno in serbo per noi.

E se talvolta si cade nella pigrizia basterà ricordare che sempre loro, le persone di successo che vediamo sulle copertine dei giornali, starebbero volentieri a letto la mattina ma sanno che non è così che si lavora per il proprio benessere. Non ci sono ore più sacre, come dice il mio papà, delle prime del giorno per dedicarsi del tempo di qualità senza essere disturbati, distratti o appesantiti. Importante, però, è definire questo  tempo e dichiararlo a chi vive con noi.

Se gli altri ci disturbano, spesso, è perché non siamo stati chiari sulle nostre intenzioni.