Come scoprire il proprio talento nascosto

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Talento nascosto secondo Assunta Corbo | Scoprire CoseBelle

Questa frase mi fa pensare al talento “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido” questa citazione è tra le più condivise sui social media ed è attribuita a Albert Einstein. Ogni volta che la incrocio mi fa pensare a quanto, scoprendolo, si possa davvero diventare più felici e attivi nella propria vita. A volte il talento è ben chiaro e visibile, altre volte è più nascosto e ha bisogno di qualche sforzo di consapevolezza in più per emergere.

Non stiamo parlando di capacità, quella si acquisisce con il tempo attraverso l’impegno e la determinazione. Il talento lo si possiede e spesso coincide con una passione più o meno dichiarata

Come possiamo scoprire il nostro talento?

La prima cosa da fare, per scoprire un talento nascosto, è chiedersi quali attività svolgiamo senza alcun sforzo e quali ci fanno perdere il senso del tempo e dello spazio. Provate a chiedere alla vostra famiglia in quali attività vi trovavano immersi quando eravate bambini. I miei genitori mi raccontano che passavo ore e ore a far finta di scrivere su dei taccuini e a parlare come fossi una speaker a un evento ai miei pelouche. Raccontavo loro storie ed esperienze. Talvolta inventavo di sana pianta e altre volte romanzavo eventi accaduti nella mia giornata o conversazioni che intercettavo tra gli adulti.

Mi fa sorridere, in particolare, quando mia mamma mi diceva che tutto questo avveniva con me vestita di tutto punto e le sue scarpe ai piedi. Nessuno poteva immaginare che professione avrei svolto nella mia vita ma oggi, ripensandoci, mia mamma ritrova tutti gli elementi della mia quotidianità. Scrivo tutti i giorni, il mio taccuino è sempre con me, sono speaker a degli eventi e sono autrice di libri. Che ne dite, era un talento già espresso in giovane età?

 

Cosa significa coltivare le proprie passioni?

Coltivare le nostre passioni è un atto di gratitudine verso noi stessi. È un modo straordinario per rispettarsi e avere cura di chi siamo davvero. Amo l’unicità delle persone e sono convinta che ognuno di noi abbia caratteristiche straordinarie da donare al mondo. Mi piace pensare – quando sogno un mondo migliore – che tutti possano esprimere i propri talenti per portare in dono alla propria comunità quello che sanno fare. Se ci riuscissimo saremmo persone felici e generose. Sì, coltivare le proprie passioni ci rende generosi ma anche più sereni.

E allora proviamo a fare spazio tra le mille attività che svolgiamo durante il giorno. Quali sono le attività a cui possiamo rinunciare sostituendole con ciò che amiamo fare? Perché se ci deve essere un inizio questo deve essere necessariamente creare spazio per lasciare entrare il nuovo.

Imparate ad ascoltare voi stessi

Serve un atto di sincerità con noi stessi. È sempre una buona scelta che ci porta lontano. Per poterlo fare attingo ancora una volta alla gratitudine che per me resta un percorso fondamentale per il benessere. L’essere grati ci può aiutare in due modi. Il primo è personale: prendiamo l’abitudine di darci il tempo per coltivare le nostre passioni e scriviamo su un taccuino quanto siamo grati per averlo fatto. Non dimentichiamo di scrivere perché quel momento è di qualità per noi, quali emozioni abbiamo provato dedicandoci alla nostra passione e cosa abbiamo imparato. Onoriamo il nostro talento. In secondo luogo impariamo a dire grazie quando riceviamo dei complimenti per qualcosa che abbiamo fatto. Non siamo inclini ad accogliere parole belle a noi dedicate: cominciamo a farlo. Perché in quei complimenti, soprattutto quelli che si ripetono da persone diverse, si cela un nostro talento. Magari proprio quello nascosto che stiamo cercando.