Che peso hanno le parole sulla nostra psiche?

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Il peso delle parole sulla psiche

Il nostro feed di facebook sembra essere bombardato di notizie monotematiche. Da settimane ormai si parla sempre della stessa cosa e le notizie a tal proposito aumentano esponenzialmente. Si parla di coranavirus, di covid-19, di come è difficile affrontare questa situazione. Sono molte le persone che non riescono ad affrontare la situazione, chi per un motivo , chi per un altro. Ogni giorno rischiamo di fare sempre gli stessi errori e di crollare psicologicamente, anche se abbiamo messo appena a terra i nostri piedi al mattino.

A tal proposito la nostra psicoterapeuta Marta Monciotti e la nostra giornalista, esperta in giornalismo costruttivo, Assunta Corbo, hanno deciso di far luce su quanto sta accadendo e hanno provato a stilare dei suggerimenti da leggere e applicare al nostro quotidiano.

Che peso hanno le parole sulla nostra psiche?

Le parole che ascoltiamo e leggiamo, quelle che pronunciano o pensiamo, hanno un effetto diretto sulla nostra psiche.  La parola “crea” la nostra realtà interiore, la contamina e la definisce, e da lì a cascata si riversa sui nostri atteggiamenti e comportamenti quotidiani.  In questi giorni molte persone mi dicono di sentirsi sopraffatte dalle notizie, di sentirsi bombardate, di avere la sensazione di essere invase da un fiume inarrestabile di notizie e informazioni che non sanno come usare ne’ come gestire.

E mi dicono anche che queste parole che penetrano dentro di loro genera l’incremento di alcune emozioni e sensazioni:  ansia, paura, angoscia, tristezza, disorientamento, insicurezza.

Per questo occorre imparare a scegliere e usare al meglio le parole interne e le notizie che vengono da fuori.

Occorre darsi delle regole e diventare consapevoli dell’uso della parola.

Dentro di noi: come sviluppare un dialogo interno costruttivo e vitale.

Ogni giorno dovremmo seguire alcune regole per permettere a noi stessi di aiutarci a sviluppare un dialogo costruttivo e vitale. ecco qualche suggerimento

  • Bloccare il lamento: esso è un processo sterile, che non offre vie di uscita, cristallizza il problema e lo amplifica! Lo fa gonfiare !
  • Bloccare il flusso negativo: quelle farsi e quelle parole che senza accorgerci diciamo dentro di noi e che appartengono alla nostra parte disfattista. “Non finirà mai”, “sarà un catastrofe”, “non ce la faccio ad affrontare tutto”, “non sono capace”: sono alcuni esempi di questa voce che va riconosciuta e poi messa a tacere.
  • Allenare le parole buone: quelle frasi e quei pensieri che rinforzano e che danno calore. Spesso sono parole che sappiamo rivolgere agli altri quando ci raccontano di un loro problema. Sono parole “empatiche” che mentre accolgono la fatica che l’altro ci sta portando, mirano a sostenerlo è rassicurarlo. Parole che evidenziano le risorse e i lati positivi. È opportuno provare a rivolgerle a noi stessi nei momenti di fatica!

Fuori di noi: come gestire le parole altrui, delle notizie e delle informazioni.

Il sovraccarico emotivo che viene generato dalle notizie di queste settimane può essere complicato da gestire. Abbiamo bisogno di recuperare la lucidità necessaria per vivere le nostre giornate in armonia e per focalizzarci su ciò che accadrà dopo. Quando tutto questo sarà finito.

Come riuscire a informarsi in modo costruttivo?

Qui la nostra giornalista Assunta Corbo, ci regala suggerimenti preziosi

Scegliamo un solo momento della giornata per dedicarci all’informazione.

Facciamo che sia nel mezzo della nostra giornata e facciamolo seguire da un’attività piacevole che possa riportare l’equilibrio. Uno studio condotto dalla ricercatrice Barbara Fredrickson evidenzia che occorrono 3 notizie positive per riequilibrare lo stato emotivo dopo la lettura di una notizia negativa. Dopo esserci informati, quindi, accediamo ad altri contenuti: video, libri, podcast. Oppure pratichiamo attività che ci tengono impegnata la mente.

Scegliamo di evitare i titoli dei giornali che contengono parole come: paura, decessi, rischio, pericolo, tragedia, problema.

Con ogni probabilità si tratta di contenuti che non portano valore aggiunto a ciò che già sappiamo. Gli articoli costruttivi, e quindi utili, sono quelli che partono da parole o frasi come: capiamo, ecco come possiamo fare, risposte, soluzioni, novità, speranza.

Condividiamo solo se il contenuto che abbiamo letto ci appare utile per noi o per gli altri.

Lasciamo perdere i contenuti che ci provocano rabbia, dolore e frustrazione. Condividerli per affermare che non ci piacciono amplifica in ogni caso l’obiettivo di chi li ha scritti: renderli virali. Ignorare questi contenuti e dare forza a quelli positivi e costruttivi è un modo per cominciare a dire cosa vogliamo leggere sui media.

Quello che ci ha portato in dono questo periodo è certamente una maggiore consapevolezza e la possibilità di esplorare nuovi territori. Anche nelle nostre abitudini. Cominciamo, quindi, a coltivare una buona comunicazione: preservando la nostra realtà interiore da un lato e imparando a scegliere le fonti che vogliamo portare nella nostra vita.