C’era una volta la fata smemorina

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Il gruppo di Facebook di Scoprire Cose Belle continua a crescere sempre di più e sono stra felice che ogni giorno io possa conoscere sempre più persone fantastiche. Qualche mese è è apparsa una fata tra i membri, non c’è stato molto tempo per gli incantesimi. Ho preso e l’ho chiamata perché avevo voglia di respirare un profumo nuovo, un profumo che mi accarezzasse la pelle e mi dicesse “guarda tu fai parte della cosa più preziosa al mondo, la Terra”.

Dall’altra parte del telefono una voce, accarezzata da un vento leggero che mi ha racconto la sua, la vita che si abbracciava tanto con la mai, quella vita che mi riportava indietro e mi faceva ritornare alla luce la mia me, quella da dove io sono venuta fuori.

non le ho rivolto particolari domande ma le ho chiesto di raccontarsi così come aveva fatto lei con me.

NON VI RESTA CHE EMOZIONARVI

Ciao, io sono FATA Smemorina, una fatona un po’ attempata con gli occhi sbilenchi (uno guarda ad est e l’altro ad ovest).

Vivo nella Casa delle Fate sulla collina di Cagnaghe (provincia di Brescia, a Sarezzo), tra la Valferrosa ed i Monti Pentolacci, alla CATENA ROSSA ALLA PORTA DELLE FATE.

Mi occupo di …giocare!

È un lavorone, sai: crea, dipingi, fai le bolle, salta, inventa, vai nel bosco, entra nell’Albero del Tempo, cerca la Chiave dei Sentimenti, rimetti a posto le pozioni nell’Atelier di Fata D’Aria (non è colpa mia se mi ci inciampo sempre…), rifai le bolle, ricrea, ridi, dipingi…insomma, la vita da Fata è un turbinio di cose da fare (e da disfare, se sei una Smemorina pastrocchia).

Poi uno si pensa la fatina quella bella e carina, senza età (ma sempre al di sotto dei 30 anni), dolce e delicata e si ritrova di fronte la Smemorina: con i suoi 437 anni, gli occhi imbirgiulati, i capelli impagliati, delicata come un gatto di marmo: tutte le idee preconcette sulle fate si frantumano come le bolle di sapone che inciampano nel tetto della torretta di Strega Pasticciona.

Medemà (apostrofava la mia nonna quando stava per subentrare un imprevisto nella storia) la Smemorina prende il posto di quella Eleonora che a 26 anni con un figlio nato con una tetraparesi si sente intrappolata in una vita non cercata.

La Smemorina prende il posto di quella Elonora che divorzia quando Alessio va alle elementari proprio quando inizia ad avere un dolore cronico che ci porta dentro e fuori ospedali e ricoveri a Parma (perché a Brescia “che cosa vuol farci, signora, suo figlio ha tanti problemi”).

Finalmente dopo 6 anni la Smemorina trova il luminare che toglierà le articolazioni ed il dolore ad un esserino stremato.

Ma non finisce qui perché la vita quando ci si mette è crudele assai.

A 32 anni, un tumore maligno le  esplode al seno destro. No ma tranquilla è solo il 5% di questi tipi di tumore che è maligno, niente chemio o radio, va per via sanguigna, bastano un paio di operazioni e che la stella in protezione sia davvero buona ma buona, che se si rifà vivo va al cervello o alle ossa.

Ah beh, una fortunaccia spacciata, ecco.

Insomma, nel tempo la Smemorina prende il posto della vecchia Eleonora e riscopre la vita, la gioia, i colori, il mondo dei sogni.

Si, perché sognare è un lavoro duro, ci vuole costanza, va affrontato di petto, oltre ogni difficoltà.

Sognare oltre le lacrime e le fatiche, le paure e le cadute: sognare per trovare che essere al mondo è il dono più grande.

Marilenonna ha da oltre 15 anni una fattoria didattica, io mi barcameno tra un part time in ufficio, gli ospedali, l’animazione nel nord Italia e le gite scolastiche in CATENA ROSSA. Poi, dopo abissi e risalite, i demoni vengono sconfitti e, così come nelle fiabe, la Smemorina decide che vuole essere felice.

Trova il modo affinché Alessio vada all’università (giurisprudenza), scopre l’Amore (quello sano e bello, addirittura condiviso! Pare poco?), apre la propria Partita IVA e crea una storia con l’Investigavolpe Rebecca, il dottore del cuore Leprotto Fifotto, il cattivone Neraserpe e si, proprio con lei, la Smemo, in tutta la sua espressione anti-fatina-carina-e-dolcina.

Nel giro di un paio di primavere il percorso nel Bosco dei Folletti diviene un percorso contro il bullismo, una caccia al tesoro avvincente tra natura e sentimenti, con tanto di indizi ed enigmi.

Ed oggi, oltre alle scuole in gita, la Smemorina punta alle famiglie, ma a quelle consapevoli, a quelle che vogliono tornare a giocare con quel bimbo che abita il loro cuore, quelle che desiderano fare insieme ai propri figli, che insieme risalgono il pendio e scoprono emozioni e la voglia di condividere con i piccoli e con gli altri l’immenso gioco della Vita, quella bella.


La bellezza è il seme che ognuno di noi può lasciare lungo il cammino, così, quasi in maniera casuale, mentre trasmetti l’entusiasmo dello stare insieme, del riscoprire l’amicizia, la fratellanza, i sentimenti.

La bellezza è quella libertà che senti nell’emozione di pancia, quella che hai vissuto in un momento indefinito della tua infanzia, dove ti sei sentito totalmente amato, protetto, riconosciuto nel tuo essere.

La bellezza è quella sensazione piena ed assoluta che passerai a ricercare per il resto della tua vita e che qui, alla Porta delle Fate, ti aspetta.

Un abbraccio, la Smemorina.

Puoi trovare la Smemorina qui:

Facebook: Catena rossa

Sito internet: Catenarossa.it